Come si evince dal mio blog, aimè ormai fermo da diverso tempo, sono stata vittima di un vero e proprio blocco. Che si chiami  blocco creativo, un blocco dello scrittore o l’ansia da foglio bianco, di fatto, lo ammetto, mi sono bloccata.

Poi ho cercato di capire il perchè e provato qualche strategia per risolverlo.

Se cerchi su Google, l’argomento è davvero fonte di fiumi di teorie e pagine. Certamente ognuno hai il suo modo, su di me ha funzionato demolire un po’, ad esempio, le teorie sul “cliente ideale” di cui tanto si parla (individua il target: che lavoro fa, come si chiama, quanti anni ha etc..etc…) e partire da me.

Cosa vuol dire?

Io non sono mai riuscita a pianificare i miei articoli basandomi sulla teoria del cliente ideale. Ed ho davvero scaricato fiumi di articoli e tabelle da compilare. Ho dunque fatto tabula rasa e sono partita da me. Se ho scelto di lavorare in proprio con tutte le difficoltà che ciò comporta, l’ho fatto anche per semplificarmi la vita e quindi sono partita proprio da questo.

  1. SEMPLIFICARE. 
    Avere un calendario editoriale è già di suo davvero un lavorone, quello che mi ha bloccata è stato seguire le teorie sul “cliente ideale”. Quante ne hai lette? Quanti file con moduli da compilare hai scaricato? E quante volte ti sei inceppata pensando a questa persona che “assolutamente non devi essere tu, deve essere qualcuno ben diverso da te”?
    Ecco, io ho pensato fosse ora di provare qualcosa di diverso e ribaltare le regole. Ho fatto ricerche, letto articoli ed ho scoperto che ci sono comunicatori di grandissimo successo che hanno iniziato partendo proprio da se stessi, andiamo dunque rapide al punto due:
  2. TROVA LA TUA STRATEGIA:
    quello che mi ha aperto uno spiraglio è stato pensare che, la mia cliente ideale sono io. Chi conosce meglio di me le mie esigenze? I miei gusti? Che si tratti di acquistare un vestito, un rossetto, un libro, io spero sempre di trovare qualcuno con i miei gusti. Quando ciò avviene, diventa per me un punto di riferimento. A sostenere questo punto di vista ho anche una fervida serie di detti popolari, che per farla breve è

    Chi si somiglia si piglia.

  3. UN PO’ ALLA VOLTA:
    se hai il blocco, o ansia da prestazione, insomma se appena decidi di dedicarti al tuo blog, sito, branding, improvvisamente ti viene voglia di fare le pulizie, uscire, rotolare sul letto in preda all’ansia, prova a dire a te stessa: “ne faccio solo un pezzettino”, “scrivo sei righe poi mi fermo”. Non 12 articoli, 6 righe.
    Oggi ho iniziato proprio facendo così e…voilà, dalle 6 righe è venuto fuori questo articolo.
    Non sarà da prima pagina del New York Times, ma ho raggiunto i miei obiettivi:
    • riprendere a scrivere,
    • essere autentica,
    • condividere soluzioni che per hanno risolto a me per prima un problema da lungo tempo irrisolto.
  4. ANTICIPA L’INIZIO DEL LAVORO:
    ultimamente comincio a raccogliere appunti e materiali per i progetti in programma con un po’ di anticipo. Non ore di raccolta, è un pre-inizio più o meno casuale, ma che mi aiuta molto.  Può succedere che passeggiando mi venga un’idea, e così me la segno immediatamente, faccio una foto e salvo tutto su un’apposita cartellina (dropbox o evernote).
    In questo modo al momento del vero e proprio inizio, ho già iniziato, ci sono dei materiali in cartellina, ho qualcosa da cui partire e l’ansia da prestazione diminuisce davvero molto.
  5. INIZIARE!
    Te lo sarai sentito dire almeno un milione di volte, ma è proprio così. E se mille dubbi ed insicurezze ti tormentano, ciò che per me è davvero liberatorio è pensare che solo facendo si può aggiustare man mano il tiro e sopratutto che

    la gente pensa a noi molto meno di quanto immaginiamo

Spero davvero che questi piccoli consigli ti siano stati utili, e se hai domande, commenti o strategie che hai voglia di condividere, mi fa piacere!

 

ispirazioni per l'articolo:


• Annamaria Testa
• Tormento interiore (il mio)