Immagina l’ultimo matrimonio al quale hai partecipato. O l’ultima festa, fai tu. Con molta probabilità, specialmente con il passare del tempo, ricorderai dei frammenti di questo evento, perchè la memoria è selettiva, il cervello cioè seleziona determinati momenti a scapito di altri. Nel caso dell’esempio appena fatto, ricorderai i momenti più interessanti (qualcosa che ti ha fatto ridere molto, un gossip inaspettato, lo zio ubriaco – > in ogni evento che si rispetti c’è sempre un parente ubriaco:) ) e quelli conclusivi.

Infiniti proverbi, citazioni, aforismi parlano della prima impressione, mentre meno parole si sono spese riguardo l’ultima impressione. Eppure Daniel Kahneman, (psicologo conosciuto per i suoi rivoluzionari studi nel campo della psicologia comportamentale) ha fatto proprio studi in merito. Così come ci sono strategie per la prima impressione, (ne parlo qui), anche per l’ultima si parla di

  • Chiara strategia dell’Atmosfera e della Vicenda Conclusiva

Qualche esempio per chiarirci le idee:

  • una cena sublime che si conclude con un dolce mediocre, rischia di essere rovinata;
  • viceversa: una cena nella media, che si conclude con un dolce spaziale, lascerà un buon ricordo;
  • un film poco avvincente nella parte iniziale e centrale, può essere riscattato da un finale mozzafiato;
  • un medico che ti accompagna all’uscita lascerà una migliore impressione rispetto ad uno che ti saluta frettolosamente messaggiando sul proprio iphone;
  • un acquisto importante in un’elegante boutique, che si conclude con un arrivederci e grazie, distratto e distaccato.

Il mantra: lavorare sull’ultima impressione, è importante tanto quanto la prima.